Mia figlia mi ha regalato i superpoteri

Essere genitore è bellissimo e complicato allo stesso tempo. Ti cambia, fa scattare qualcosa di latente. È un po’ come essere esposti alle nebbie terrigene, ti regala dei superpoteri, altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile resistere a un carico così grande di pressione, stanchezza e pannolini puzzolenti. A questo punto la domanda è: quali poteri si sviluppano? Proviamo a fare il punto.jessica-jones-737005

Da un grande potere derivano grandi responsabilità
È il 2002 quando Spider-Man Continue reading “Mia figlia mi ha regalato i superpoteri”

Mia figlia mi ha regalato i superpoteri

Su Repubblica, Michela Murgia e Chiara Appendino

L'articolo di Michela Murgia
L’articolo della Murgia

Una breve riflessione che prende spunto da un articolo di Michela Murgia a proposito del titolo con cui «Repubblica» ha accolto l’elezione di Chiara Appendino a sindaco di Torino.

Il titolo in questione è:

La neo-mamma che ha battuto Fassino.

La prima cosa l’ha già detta la Murgia, ossia che il titolo è sessista e frutto di un certo retaggio culturale e su questo non ci sono dubbi.

La seconda è che titolare “La neo-mamma che ha battuto Fassino” attira di più il lettore, perché dietro “La neo-mamma che ha battuto Fassino” il lettore Continue reading “Su Repubblica, Michela Murgia e Chiara Appendino”

Su Repubblica, Michela Murgia e Chiara Appendino

‪#‎jesuis

Non credo che manifestare solidarietà sui social sia efficace se l’atto è dettato (come spesso succede) dal clamore del momento e non rispecchia il modo in cui viviamo la quotidianità; e di certo non sta a me (e non è mia intenzione) giudicare il comportamento di nessuno. Non sono però l’unico a notare come nell’ondata di partecipazione al dolore per la strage di Orlando non sia partito – se non in tono minore (controllate su Twitter) – Continue reading “‪#‎jesuis”

‪#‎jesuis

Riina, Vespa, libri e librai

L’intervista di Bruno Vespa al figlio di Totò Riina ha scatenato – come prevedibile – un pandemonio; ma non è di questo che voglio parlare, bensì di un effetto collaterale scatenato dall’ospitata televisiva. Alcune librerie (forse poche, forse molte, chissà… il fenomeno comunque si sta espandendo) hanno deciso di non vendere il libro di Riina Junior e di dichiarare la cosa appendendo un cartello in vetrina (credo che la prima a farlo sia stata una libraia catanese). Occupandomi per lavoro di libri è su questo che voglio esprimere la mia opinione.

Su Facebook l’ho scritta così:

Il libraio, i libri, deve suggerirli e venderli. La scelta e il giudizio vanno invece lasciati al lettore. Per cui, se fossi un libraio, non mi vanterei di non vendere un libro, qualunque esso sia.

La mia esternazione ha generato vari commenti, ne riporto Continue reading “Riina, Vespa, libri e librai”

Riina, Vespa, libri e librai

Nichel. A caccia nel gulag – 3

Ex nihilo nihil fit e naturalmente Nichel. A caccia nel gulag non fa eccezione, ecco quindi la breve Nota storica pubblicata a conclusione del fumetto che racconta – in breve – la storia di Noril’sk, la città in cui è ambientato. Una storia, quella di Noril’sk, così terribile Continue reading “Nichel. A caccia nel gulag – 3”

Nichel. A caccia nel gulag – 3

Cosa vuol dire occuparsi di ebook in una casa editrice?

In attesa dell’incontro del primo aprile al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, ecco una prima riflessione su cosa voglia dire occuparsi di ebook e digitale in una casa editrice. La riflessione è tratta da un’intervista di qualche anno fa.

È un lavoro su più fronti. Da un lato c’è la parte legata ai contenuti, come la scelta ragionata dei testi del catalogo da recuperare, che risponde a criteri commerciali, ma anche culturali e di prestigio. Dall’altro c’è l’aspetto tecnico e pratico, ossia seguire il processo di conversione in formato digitale od occuparsene in prima persona, assicurarsi che i fornitori siano puntuali nelle consegne e gestire i preventivi. Infine il terzo aspetto, che in parte viene gestito a monte, è il pricing che negli ebook è determinante, insieme alla programmazione delle campagne promozionali (ed è anche la parte più divertente).

Cosa vuol dire occuparsi di ebook in una casa editrice?

Ci vediamo a Catania (e parleremo di ebook)

A 10 anni di distanza dall’ultima volta, torno a metter piede all’Auditorium De Carlo. Stavolta però in cattedra ci sono io.
Ci vediamo il primo aprile (no, non è uno scherzo) al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. L’appuntamento è per le 9:30. Si parlerà di libri, ebook ed editoria (cartacea e digitale). L’incontro è aperto al pubblico.

Il giorno dopo invece terrò una lezione presso l’Accademia delle editorie della Villaggio Maori Edizioni, ormai giunta alla sua quarta edizione. Anche in questa occasione parlerò di ebook e gli studenti saranno impegnato anche in un laboratorio pratico.

Ci vediamo a Catania (e parleremo di ebook)

Be(come) stupid

Ogni giorno che passa avverto la sensazione di diventare un po’ più stupido. Le mie riflessioni sono meno acute e argomentate, il mio vocabolario si impoverisce. Non so se è solo un’impressione o se è realmente così, ma la sostanza non cambia e fa male.

Le ragioni possono essere molteplici, le principali – forse – sono queste tre: Continue reading “Be(come) stupid”

Be(come) stupid

Una piccola soddisfazione

L’ego è una brutta bestia a cui, ogni tanto, va dato di che sfamarsi e io, ieri sera, le ho fornito un appetitoso spuntino. Navigando su Amazon ho visto che Nichel. A caccia nel gulag non è ancora disponibile ma la copertina è già online (primo spuntino) e ho scoperto che Continue reading “Una piccola soddisfazione”

Una piccola soddisfazione

Sei anni fa ho conosciuto Wanda Póltawska, cavia nel lager di Ravensbrück

Sei anni fa ho avuto modo di conoscere Wanda Póltawska una donna polacca che venne rinchiusa e usata come cavia nel lager di Ravensbrück. In quell’occasione non parlammo di Ravensbrück, in quell’occasione io non parlai affatto se non Continue reading “Sei anni fa ho conosciuto Wanda Póltawska, cavia nel lager di Ravensbrück”

Sei anni fa ho conosciuto Wanda Póltawska, cavia nel lager di Ravensbrück