Ecco chi sei. Pio La Torre, nostro padre

È in libreria da venerdì scorso un testo che io reputo davvero importante. Un libro che coniuga il valore della testimonianza e della memoria storica a una scrittura tersa ed esatta; si intitola Ecco chi sei. Pio La Torre, nostro padre e racconta – a trentacinque anni dall’omicidio – la vita di Pio La Torre. Gli autori sono i figli di La Torre Continue reading “Ecco chi sei. Pio La Torre, nostro padre”

Ecco chi sei. Pio La Torre, nostro padre

Le parole contano

“…uno stupro è sempre un atto fascista, anche se chi lo commette si dichiara antifascista.”

Ma quanto è stupida questa frase? Quanto è stupido allargare il campo semantico della parola fascista e farla diventare un sinonimo di violenza a prescindere da chi la compie? E quanto è stupido applicarla a una sopraffazione nata con l’uomo stesso e che, purtroppo, esisterà fino a quando l’uomo camminerà sulla terra? E ancora, quanto questa frase mette in secondo piano il fatto stesso e la violenza, fisica prima e psicologica dopo, subita da questa ragazza?

L’articolo a cui faccio riferimento lo trovate qua (ma la citazione è a sua volta una citazione da un blog).

Le parole contano

Sui pesi e sulle misure

Se un uomo si masturba a bordo strada – magari in una stradina buia, meglio ancora in uno slargo – è un depravato e un esibizionista. Se una donna è impegnata in una fellatio con un uomo a bordo strada – magari in una stradina buia, meglio ancora in uno slargo -, è una troia. E l’uomo? E l’uomo niente, l’uomo scompare. L’uomo non esiste o se esiste è un grande, un figo. Lei però è comunque una troia.
Se ben ricordo, il primo caso italiano di filmato amatoriale finito in rete fu quello di una ragazzina di Perugia filmata dal fidanzato mentre facevano sesso. Il video finì in rete e su di lei piovvero – come era immaginabile – insulti sessisti. E su di lui? Nulla. Nulla nonostante il pisello non gli tirasse a dovere, nulla nonostante a 18 anni o poco più facesse fatica a tenere la minchia dura. E allora? Doveva essere deriso per questo suo problemino? Due pesi e due misure. Lei un troia, lui ha fatto una goliardata. Allora direi che prima di incolpare i social media, gli smartphone e compagnia bella, dovremmo riflettere sui pesi e sulle misure. Poi possiamo parlare di tutto il resto; dei social degli smartphone, del dover essere consapevoli che qualunque cosa noi filmiamo o fotografiamo – divertente o erotica, in un’occasione pubblica o intima – può potenzialmente finire in rete, e una ragazza di 31 anni può ammazzarsi per questo.

Sui pesi e sulle misure

Charlie Hebdo, il terremoto e quel che difendiamo

I vari #jesuischarlie #jesuisparis #‎jesuishomo ‪etc etc difendono un principio: nessuno può aggredirmi, ferirmi o tanto meno uccidermi per ciò che dico, scrivo, disegno o sono. Se quel che dico, scrivo, disegno o sono ti offende, puoi ricorrere ai tribunali, puoi chiedere un contradditorio, puoi fondare una tua rivista, puoi organizzare manifestazioni etc etc.
Non conoscevo “Charlie Hebdo” prima della strage. Solo dopo Continue reading “Charlie Hebdo, il terremoto e quel che difendiamo”

Charlie Hebdo, il terremoto e quel che difendiamo

Su Repubblica, Michela Murgia e Chiara Appendino

L'articolo di Michela Murgia
L’articolo della Murgia

Una breve riflessione che prende spunto da un articolo di Michela Murgia a proposito del titolo con cui «Repubblica» ha accolto l’elezione di Chiara Appendino a sindaco di Torino.

Il titolo in questione è:

La neo-mamma che ha battuto Fassino.

La prima cosa l’ha già detta la Murgia, ossia che il titolo è sessista e frutto di un certo retaggio culturale e su questo non ci sono dubbi.

La seconda è che titolare “La neo-mamma che ha battuto Fassino” attira di più il lettore, perché dietro “La neo-mamma che ha battuto Fassino” il lettore Continue reading “Su Repubblica, Michela Murgia e Chiara Appendino”

Su Repubblica, Michela Murgia e Chiara Appendino

‪#‎jesuis

Non credo che manifestare solidarietà sui social sia efficace se l’atto è dettato (come spesso succede) dal clamore del momento e non rispecchia il modo in cui viviamo la quotidianità; e di certo non sta a me (e non è mia intenzione) giudicare il comportamento di nessuno. Non sono però l’unico a notare come nell’ondata di partecipazione al dolore per la strage di Orlando non sia partito – se non in tono minore (controllate su Twitter) – Continue reading “‪#‎jesuis”

‪#‎jesuis

Be(come) stupid

Ogni giorno che passa avverto la sensazione di diventare un po’ più stupido. Le mie riflessioni sono meno acute e argomentate, il mio vocabolario si impoverisce. Non so se è solo un’impressione o se è realmente così, ma la sostanza non cambia e fa male.

Le ragioni possono essere molteplici, le principali – forse – sono queste tre: Continue reading “Be(come) stupid”

Be(come) stupid

Una piccola soddisfazione

L’ego è una brutta bestia a cui, ogni tanto, va dato di che sfamarsi e io, ieri sera, le ho fornito un appetitoso spuntino. Navigando su Amazon ho visto che Nichel. A caccia nel gulag non è ancora disponibile ma la copertina è già online (primo spuntino) e ho scoperto che Continue reading “Una piccola soddisfazione”

Una piccola soddisfazione

Sei anni fa ho conosciuto Wanda Póltawska, cavia nel lager di Ravensbrück

Sei anni fa ho avuto modo di conoscere Wanda Póltawska una donna polacca che venne rinchiusa e usata come cavia nel lager di Ravensbrück. In quell’occasione non parlammo di Ravensbrück, in quell’occasione io non parlai affatto se non Continue reading “Sei anni fa ho conosciuto Wanda Póltawska, cavia nel lager di Ravensbrück”

Sei anni fa ho conosciuto Wanda Póltawska, cavia nel lager di Ravensbrück

Sapessi com’è strano leggere Tex a Milano…

Non ho mai amato i fumetti di Tex Willer. Quando ero ragazzino, mio padre provò più volte a farmi leggere le storie del ranger bonelliano ma non ci fu nulla da fare, a me piacevano Dylan Dog e Martin Mystère.
Un mese fa i miei genitori Continue reading “Sapessi com’è strano leggere Tex a Milano…”

Sapessi com’è strano leggere Tex a Milano…