Da dove vengono i profughi della Sea Watch? Perché di loro non importa a nessuno?

Le mie riflessioni contano quanto il due picche a briscola, però credo che questa abbia un senso e voglio riordinarla in post così che chi ne sa più di me può aiutarmi a capire.

Sappiamo tutti che quella di Sea Watch è diventata una questione di principio, tanto che a Lampedusa ci sono stati altri sbarchi, ma siccome non c’erano ONG di mezzo, se n’è parlato poco.
Sappiano tutto della Rackete e delle urla di Salvini perché ci piacciono gli eroi (del bene o del male che siano) ma dei profughi non sappiano nulla. Da dove vengono?

Premessa:
Se io vedo una persona che viene picchiata in malo modo per strada io intervengo, solo dopo – a cose fatte – mi chiedo se si tratta di una cattiva o di una brava persona. Il succo è che al di là che abbiano diritto o meno, secondo le leggi internazionali, di chiedere asilo politico, prima vanno messe in salvo e poi si fanno i relativi controlli.

Però noi cosa abbiamo visto di queste persone e cosa sappiamo? Poco o niente. Abbiamo visto alcuni di loro nei video, ma dei profughi non sappiamo niente.
Da dove vengono? Dall’Africa, ok e poi? Non ho trovato un solo giornale che lo abbia scritto, questo perché NESSUNO LO SA e forse neppure importa.

Siccome io voglio sapere e ragionare sulla base di cose certe, ho scritto all’Ufficio Stampa di Sea Watch e loro mi hanno risposto che hanno comunicato le generalità delle 42 persone alle autorità italiane ma che non possono divulgare a stampa e privati. Ok, ci sta e ne capisco le ragioni. Ma allora, possibile che non c’è stato un, dico un solo comunicato stampa da parte di forze dell’ordine o della magistratura sulla nazionalità dei migranti? Eppure le foto segnaletiche della Rackete, che non dovrebbero importare a nessuno, sono finite in rete in meno di 24 ore. È che di questi disgraziati, e dei disgraziati in genere, non gliene frega niente!

A questo punto provo a fare un’ipotesi anzi vado quasi a caso, perdonatemi: arrivano dalla Nigeria e la situazione del Delta del Niger sappiamo qual è e le colpe sono delle compagnie petrolifere occidentali; dalla Costa d’Avorio dove nonostante la guerra civile sia finita da anni, il presidente continua a fare prigionieri politici, è possibile che ci siano congolesi: in Congo si estrae il Coltan. Senza il Coltan ci scordiamo telefonini, pc, videogiochi etc. Per questa ragione da 20 anni il Congo è un inferno. Le grandi aziende occidentali (e giapponesi e cinesi) vogliono pagarlo il meno possibile e questo vuol dire guerra, miseria, stupri…

Allora mi chiedo: perché di queste 42 persone nessuno parla, perché non sono loro la notizia e soprattutto, quale grande impegno rappresentano 42 persone oggi e alcune migliaia di persona l’anno? Persone la cui posizione sarà passata al vaglio, alcuni resteranno, altri saranno rispediti a casa. E perché Salvini non è mai stato presente – e nessun esponente della Lega – alle riunioni per gli accordi di Dublino? Perché invece di fare lui lo sbruffone oggi, non è andato a fare la voce grossa dove si fanno le regole? Che mica abbia paura di perdere la sua prima forma di consenso? Che mica abbia paura di dover dire a Orban e i suoi amichetti: “Cicci, se volete i vantaggi dell’Europa dovete prendervi anche le responsabilità”?.

Da dove vengono i profughi della Sea Watch? Perché di loro non importa a nessuno?

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