Salvini, Marx, Engels, Alex, la Sicilia, la Lega e i siciliani

Nelle puntate precedenti

Le puntate precedenti sono in realtà una ed è riassumibile in poche righe: durante un comizio di Matteo Salvini in Sicilia (sic!) il mio amico Alex è stato insultato al grido di “sporco negro” da un gruppetto di persone simpatizzanti del leader leghista. Alex era intervenuto per difendere una ragazza che manifestava contro Salvini da alcuni uomini che le si erano avvicinati con fare minaccioso.

La mia opinione sull’accaduto l’ho espressa su Facebook e potete trovarla in calce a questo post.

Il resoconto dei fatti – da due punti di vista differenti – lo trovate qua nella versione di Alex:
e qua in quella di un simpatizzante di Salvini:

La puntata di oggi

Al di là del fatto – sia ben chiaro grave –, a lasciarmi perplesso sono i simpatizzanti siciliani di Salvini.
Come può un siciliano, un meridionale in genere, credere alle parole di un politico della Lega Nord? Quante volte la Sicilia è stata infamata da Bossi e dai suoi compagni? Salvini non ha cambiato pelle alla Lega, ha solo cambiato bersaglio perché la cosa gli fa gioco. È storia che nei momenti di crisi l’Europa si sposti a destra, è storia che si cerchi un nemico – facilmente attaccabile – da additare. Oggi per Salvini e compagnia bella, i nemici sono gli immigrati, così come per le Sentinelle in piedi i nemici sono rappresentati dagli omosessuali.
Quel che vorrei cercare di capire sono le motivazione che spingono alcuni miei conterranei a simpatizzare per Salvini; non tanto per convincerli a cambiare idea – sul confronto con l’altro, nello specifico con questo tipo di altro, tornerò in futuro in un post a parte – quanto per riuscire a comprendere meglio il fenomeno nella sua complessità.

Così, su due piedi, direi che i siciliani simpatizzanti di Salvini potrebbero essere suddivisi in due grandi categorie che comunque sono in parte sovrapponibili:

  • i destrorsi: ex elettori del vecchio MSI ed elettori più giovani, indecisi tra Salvini e Fratelli d’Italia. Sono invece abbastanza sicuro che i Forza nuovisti – almeno quelli duri e puri – non subiscano il fascino dell’uomo dalle mille magliette.
  • il sottoproletariato. Un termine desueto che riprendo da Marx & Engels. Nel Manifesto del partito comunista, riguardo le posizioni politiche del sottoproletariato, M&E scrivono: «Quanto al sottoproletariato… data la sua collocazione sociale, sarà più incline a farsi comprare per manovre reazionarie».
    La mia accezione è però differente rispetto a quella di M&E, in quanto io mi riferisco più all’aspetto culturale che a quello economico.

Certo, nel caso di Maletto – che dal maggio 2014 ha un sindaco “leghista” – il voto è andato alla persona o a chi sta dietro la persona (e non intendo certo la Mafia, perché attaccare un politico incensurato per una parentela acquisita mi sembra stupido. Nello specifico quando scrivo chi sta dietro la persona intendo Angelo Attaguile, che io ricordo come presidente del Calcio Catania, ma è soprattutto un politico di lungo corso, ex DC, ex MPA, attuale deus ex machina di Noi con Salvini in Sicilia e segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie) non certo al partito.
Le dinamiche locali, soprattutto nel piccolo e nel piccolissimo, hanno regole proprie, legate ad amicizie, parentele, rancori, prebende etc etc e un’analisi fatta solo – o in gran parte – in chiave leghista mi sembra inutile.

Un’ultima riflessione su Salvini

Salvini è bravo. Come era brava la Lega originaria, com’era bravo il PCI. Salvini incontra le persone, va nelle piazze. Quando vivevo a Vicenza, 7 anni fa, ascoltavo spesso di straforo le persone sugli autobus, nei bar o nelle piazze e più di una volta ho sentito parlare della Lega come di quelli che ascoltavano i problemi della gente (ammetto che l’esperienza è limitata nel tempo e anche la casistica lo è, abbassata dal dialetto per me incomprensibile).
Che Salvini poi parli alla pancia, agli istinti peggiori delle persone e non alla loro testa, è tutta un’altra storia.

Su quanto accaduto ad Alexander

A insultare Alexander sono stati uomini talmente piccoli da rendere difficile stabilirne l’esatta statura.
Uomini talmente piccoli da vedere in Salvini un difensore della loro causa, quale essa sia, e un portavoce dei loro interessi e valori.
Quei valori non sono i miei e non credo siano i valori di nessun uomo meritevole di stima.
Io sono catanese, fiero di esserlo, e da buon catanese ho come totem l’elefante, l’animale simbolo di Catania. L’elefante non dimentica e io, da buon elefante, non dimentico gli insulti, le offese e le ingiurie che la Lega Nord ha riversato per anni e anni sulla Sicilia e sul meridione tutto.
A quegli uomini piccoli accorsi ad osannare Salvini, a quegli uomini ancor più piccoli che hanno insultato Alexander, non ho nulla da dire perché non capirebbero. A tutti gli altri dico solo di resistere, tutti insieme, alla rabbia e alla stupidità, di opporre sempre la ragione e il coraggio come fa, da quando lo conosco, il mio amico Alexander.

Salvini, Marx, Engels, Alex, la Sicilia, la Lega e i siciliani

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